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BUSINESS PLAN E AVVIO D'IMPRESA

Come fare un Business Plan: guida pratica

Un Business Plan non è soltanto un documento da presentare a una banca o allegare a una domanda di finanziamento. È uno strumento per verificare se un progetto imprenditoriale può sostenersi economicamente e finanziariamente prima di investire denaro, assumere impegni o avviare l'attività.

In questa guida
  1. Cos'è realmente un Business Plan
  2. Da dove partire
  3. Descrivere attività e modello di business
  4. Analizzare mercato, clienti e concorrenza
  5. Costruire una previsione dei ricavi
  6. Individuare costi fissi e costi variabili
  7. Programmare gli investimenti
  8. Calcolare il fabbisogno finanziario
  9. Costruire il conto economico previsionale
  10. Perché bisogna analizzare anche i flussi di cassa
  11. Verificare la sostenibilità con più scenari
  12. Business Plan per banca o finanziamento agevolato
  13. Gli errori più frequenti
  14. Come può assisterti Studio Sirianni
Un Business Plan deve far dialogare progetto e numeri

La parte descrittiva e quella economico-finanziaria non possono essere costruite separatamente. Se il progetto prevede personale, locali, attrezzature, campagne commerciali o una determinata capacità produttiva, queste scelte devono ritrovarsi nelle previsioni economiche e finanziarie.

1. Cos'è realmente un Business Plan

Il Business Plan descrive un progetto imprenditoriale e traduce le ipotesi operative in previsioni economiche e finanziarie.

Serve a comprendere cosa si vuole vendere, a chi, con quale organizzazione, attraverso quali investimenti e con quali risorse. Ma soprattutto deve permettere di verificare se i ricavi ipotizzati possono sostenere costi, investimenti e impegni finanziari.

Non è soltanto un documento per ottenere un finanziamento

Un Business Plan ben costruito può evidenziare criticità prima dell'avvio dell'attività, quando è ancora possibile modificare dimensione dell'investimento, struttura dei costi o modalità di finanziamento.

2. Da dove partire

Prima dei fogli di calcolo bisogna definire con precisione il progetto.

Cosa venderai?

Prodotti, servizi, caratteristiche dell'offerta e problema che il progetto intende risolvere.

A chi venderai?

Clienti potenziali, mercato di riferimento e area geografica in cui si intende operare.

Come venderai?

Punto vendita, attività professionale, rete commerciale, e-commerce, canali digitali o combinazione di più modalità.

Con quali risorse?

Capitale proprio, finanziamenti, contributi, attrezzature, locali, personale e capitale circolante.

3. Descrivere attività e modello di business

La descrizione deve spiegare in modo comprensibile come l'impresa intende generare ricavi.

Non basta scrivere che esiste una buona idea. Bisogna chiarire quale bisogno viene soddisfatto, quale sarà l'offerta, come verranno acquisiti i clienti e quali risorse saranno necessarie per erogare il prodotto o il servizio.

In questa fase devono emergere anche gli elementi che differenziano il progetto rispetto alle alternative già presenti sul mercato.

4. Analizzare mercato, clienti e concorrenza

Una previsione economica è credibile soltanto se parte da ipotesi ragionevoli sul mercato.

È quindi necessario individuare il cliente tipo, comprendere come acquista, valutare la presenza dei concorrenti e analizzare il contesto territoriale o digitale nel quale l'attività opererà.

Errore: scrivere “non abbiamo concorrenti”

Anche un progetto innovativo compete normalmente con altre modalità attraverso cui il cliente può soddisfare lo stesso bisogno. La concorrenza non è costituita soltanto dalle imprese identiche alla propria.

5. Costruire una previsione dei ricavi

Uno degli errori più frequenti è partire direttamente da un fatturato desiderato.

La previsione dovrebbe invece essere costruita utilizzando variabili operative verificabili.

Dal volume di attività al fatturato

A seconda del progetto si può ragionare, ad esempio, su numero di clienti, prezzo medio, frequenza di acquisto, capacità produttiva, tasso di occupazione, numero di prestazioni o quantità vendute. Il fatturato dovrebbe essere la conseguenza delle ipotesi operative, non un numero scelto per far quadrare il piano.

È inoltre utile considerare che una nuova attività potrebbe raggiungere il proprio livello di operatività gradualmente.

6. Individuare costi fissi e costi variabili

Dopo i ricavi bisogna ricostruire la struttura dei costi.

I costi fissi tendono a essere sostenuti anche quando il volume di attività è basso. Possono rientrare, a seconda del progetto, canoni, personale, software, assicurazioni e altri costi di struttura.

I costi variabili sono invece collegati, totalmente o parzialmente, al volume di produzione o vendita: merci, materie prime, commissioni e altri costi direttamente connessi all'attività.

La distinzione è importante per capire quanto deve vendere l'impresa per sostenere la propria struttura.

7. Programmare gli investimenti

Attrezzature, impianti, lavori, arredi, veicoli, software e altri beni necessari all'avvio devono essere individuati prima di determinare il fabbisogno finanziario.

Per ogni investimento è utile conoscere importo, momento previsto di acquisto, modalità di pagamento e fonte con cui verrà finanziato.

Quando il Business Plan viene utilizzato anche per una domanda di agevolazione, è particolarmente importante verificare le regole del bando prima di sostenere le spese.

Approfondimento: Finanza agevolata e finanziamenti .

8. Calcolare il fabbisogno finanziario

L'investimento iniziale non coincide necessariamente con tutto il denaro necessario per avviare l'attività.

Bisogna considerare anche le risorse necessarie per sostenere i primi mesi di gestione: acquisti, stipendi, affitti, utenze, rate e altri pagamenti possono arrivare prima degli incassi.

Investimento e liquidità iniziale sono due esigenze diverse

Un progetto può avere attrezzature interamente finanziate e trovarsi comunque in difficoltà se non dispone della liquidità necessaria per sostenere la fase iniziale dell'attività.

9. Costruire il conto economico previsionale

Il conto economico previsionale mette in relazione ricavi e costi e consente di stimare il risultato economico futuro del progetto.

Le voci devono però derivare dalle ipotesi formulate nelle sezioni precedenti. Personale, locali, investimenti, vendite e finanziamenti descritti nel progetto devono essere coerenti con i valori utilizzati nelle previsioni.

Errore: costruire prima i numeri e dopo inventare la spiegazione

Un Business Plan credibile segue il percorso opposto: si definiscono ipotesi operative ragionevoli e da queste si costruiscono le previsioni economiche.

10. Perché bisogna analizzare anche i flussi di cassa

Utile economico e disponibilità finanziaria non sono la stessa cosa.

Un'impresa può risultare economicamente redditizia e avere comunque problemi di liquidità se gli incassi arrivano molto dopo i pagamenti, se deve sostenere investimenti importanti o se le rate dei finanziamenti assorbono una parte rilevante della cassa.

Per questo un Business Plan completo dovrebbe verificare anche quando entra e quando esce il denaro.

11. Verificare la sostenibilità con più scenari

Le previsioni non sono certezze. È quindi utile verificare cosa succede se il progetto ottiene risultati differenti da quelli attesi.

Scenario prudenziale

Ricavi più lenti o costi superiori alle aspettative.

Scenario base

Le ipotesi considerate realisticamente più probabili.

Scenario favorevole

Una crescita migliore delle previsioni di base, senza trasformare il piano in una previsione irrealistica.

L'obiettivo non è prevedere perfettamente il futuro, ma capire quanto il progetto riesce a sopportare eventuali scostamenti.

12. Business Plan per banca o finanziamento agevolato

Quando il documento viene presentato a una banca, a un investitore o nell'ambito di una misura di finanza agevolata, deve rispondere anche alle informazioni e alla struttura richieste dal destinatario.

Un Business Plan predisposto per un bando non dovrebbe quindi essere un documento standard riutilizzato senza verifiche: criteri, spese ammissibili, tempi, documentazione e modalità di valutazione possono cambiare da una misura all'altra.

Allo stesso modo, per una richiesta bancaria è importante mostrare non soltanto la redditività prevista, ma anche la capacità del progetto di sostenere gli impegni finanziari.

13. Gli errori più frequenti

Sovrastimare i ricavi

Prevedere vendite elevate senza spiegare come verranno raggiunte.

Dimenticare costi

Considerare soltanto le spese più evidenti e sottostimare la gestione ordinaria.

Confondere utile e cassa

Un risultato economico positivo non garantisce automaticamente liquidità sufficiente.

Numeri scollegati dal progetto

La parte descrittiva racconta un'impresa, mentre i prospetti economici ne rappresentano un'altra.

14. Come può assisterti Studio Sirianni

Studio Sirianni può affiancare imprenditori e aspiranti imprenditori nella costruzione del Business Plan, collegando la parte descrittiva alle previsioni economiche e finanziarie.

Il lavoro può comprendere l'analisi del progetto, degli investimenti, dei costi, delle fonti di finanziamento e delle ipotesi di ricavo, con l'obiettivo di verificare la sostenibilità dell'iniziativa prima della presentazione a banche o nell'ambito di misure di finanza agevolata.

Devi preparare un Business Plan?

Puoi contattare Studio Sirianni per valutare il progetto, gli investimenti previsti e il fabbisogno finanziario.

Lo Studio è a Lamezia Terme. La consulenza può svolgersi in presenza oppure da remoto tramite Google Meet o Zoom.

Parlaci del tuo progetto

Le informazioni contenute nella presente guida hanno carattere generale e divulgativo. Struttura, dati e previsioni di un Business Plan devono essere costruiti sulla base del progetto concreto e, quando il documento è destinato a un finanziamento o a un'agevolazione, delle specifiche regole applicabili.