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GUIDA ALLA SCELTA DELLA FORMA GIURIDICA

Ditta individuale, SNC, SAS o SRL: come scegliere la forma giuridica

Non esiste una forma giuridica migliore in assoluto. La scelta deve partire dalle persone, dall'attività, dall'organizzazione, dai numeri e dagli obiettivi dell'impresa.

In questa guida
  1. Perché non bisogna partire dalle tasse
  2. Nuova attività o impresa già avviata?
  3. Ditta individuale
  4. SNC
  5. SAS
  6. SRL
  7. Responsabilità patrimoniale
  8. Contabilità e organizzazione amministrativa
  9. Tassazione, contributi e utilizzo degli utili
  10. Quattro casi pratici
  11. Gli errori da evitare
  12. La scelta va verificata anche nel tempo

1. La forma giuridica non si sceglie partendo dalle tasse

Quando si apre un'attività è frequente chiedersi immediatamente quale forma permetta di pagare meno tasse. È una domanda comprensibile, ma non dovrebbe essere il punto di partenza.

Prima di scegliere tra ditta individuale, società di persone o società di capitali occorre capire chi parteciperà al progetto, chi lavorerà nell'impresa, chi la amministrerà, quali rischi comporta l'attività, quanto capitale sarà investito, quale redditività si prevede e quali sono gli obiettivi nel medio periodo.

Il principio da cui partire

La forma giuridica dovrebbe essere il risultato di una pianificazione. Fiscalità, contribuzione e responsabilità sono elementi fondamentali, ma devono essere valutati insieme all'organizzazione reale dell'impresa.

2. Nuova attività e impresa già avviata richiedono analisi diverse

Quando l'attività deve ancora iniziare

La valutazione parte dal progetto: numero dei soggetti coinvolti, ruolo di ciascuno, capitale disponibile, investimenti, fatturato e redditività attesi, fabbisogno finanziario, personale e prospettive di crescita.

Quando l'attività esiste già

In questo caso è possibile partire dai dati effettivi. Fatturato, margini, reddito, imposte, contributi, prelievi dell'imprenditore, investimenti e organizzazione consentono di costruire simulazioni e confrontare la struttura attuale con possibili alternative.

Non esiste quindi un livello di fatturato che, da solo, faccia scattare automaticamente la convenienza di una SRL.

3. Ditta individuale

La ditta individuale può essere una soluzione coerente quando l'attività fa capo a un solo imprenditore e la struttura organizzativa è relativamente semplice.

La semplicità non significa però che sia sempre la scelta migliore. Occorre valutare il rischio dell'attività, gli investimenti necessari, il reddito previsto, la contribuzione, la necessità di inserire altri soggetti e le prospettive future.

Quando merita di essere valutata

Attività con un solo imprenditore, struttura iniziale semplice e progetto che non richiede necessariamente una struttura societaria articolata. La decisione deve comunque essere verificata sui numeri e sui rischi concreti.

4. SNC: quando tutti i soci partecipano al progetto

La società in nome collettivo può essere valutata quando più persone intendono svolgere insieme un'attività imprenditoriale.

Un elemento centrale è la responsabilità: nella SNC i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. Per questo la scelta non dovrebbe dipendere soltanto dai costi amministrativi o fiscali.

È necessario considerare il rapporto tra i soci, il rischio dell'attività, il patrimonio personale e le modalità con cui sarà organizzata la gestione.

5. SAS: ruoli differenti tra i soci

La società in accomandita semplice distingue due categorie di soci: accomandatari e accomandanti.

Gli accomandatari amministrano la società e rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali. Gli accomandanti, nel rispetto della disciplina prevista per il loro ruolo, rispondono nei limiti della quota conferita.

Questa struttura può meritare attenzione, ad esempio, quando un soggetto deve occuparsi concretamente della gestione mentre un altro intende partecipare prevalentemente attraverso l'apporto di capitale.

Attenzione al ruolo dell'accomandante

La responsabilità limitata dell'accomandante non significa che possa comportarsi liberamente come amministratore. La disciplina della SAS pone limiti all'ingerenza nella gestione e la loro violazione può produrre conseguenze rilevanti sulla responsabilità.

6. SRL: una struttura diversa, non una scorciatoia fiscale

Nella società a responsabilità limitata, in via generale, per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio.

Questo è un elemento importante, ma non significa che costituire una SRL elimini qualsiasi possibile responsabilità personale. In particolare occorre distinguere il ruolo del socio da quello dell'amministratore e valutare le responsabilità connesse alla gestione.

Una SRL può offrire una struttura organizzativa e patrimoniale più articolata e strumenti che possono diventare utili quando l'impresa cresce, effettua investimenti, reinveste utili o necessita di una governance più strutturata.

Falso mito: “Con la SRL pago sicuramente meno tasse”

Non esiste una risposta automatica. Occorre confrontare redditività, tassazione complessiva, contribuzione, compensi, somme distribuite o prelevate, utili lasciati nell'impresa, costi della struttura e programmi di investimento.

Falso mito: “Con la SRL non rischio mai personalmente”

La responsabilità limitata è una caratteristica reale della SRL, ma non equivale all'assenza di responsabilità in qualsiasi circostanza. La posizione del socio deve essere distinta da quella dell'amministratore e dalle responsabilità derivanti dalla gestione.

7. La responsabilità patrimoniale è solo una parte della scelta

La tutela del patrimonio personale è importante, ma una forma giuridica non dovrebbe essere scelta osservando esclusivamente questo elemento.

Bisogna considerare contemporaneamente il rischio operativo, eventuali finanziamenti e garanzie, il ruolo degli amministratori, i rapporti tra soci e l'effettiva organizzazione dell'impresa.

8. Contabilità e organizzazione amministrativa

Anche la capacità dell'impresa di gestire correttamente documenti, contabilità e movimenti finanziari deve entrare nella valutazione.

Le imprese individuali e le società di persone possono, quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa fiscale, accedere al regime di contabilità semplificata. Le società di capitali richiedono invece una struttura contabile ordinaria e una gestione amministrativa più articolata.

Questo non rende una soluzione migliore dell'altra: significa che i costi e l'organizzazione necessari devono essere coerenti con dimensione e caratteristiche dell'attività.

9. Tassazione, contributi e utilizzo degli utili

Confrontare soltanto un'aliquota fiscale può portare a conclusioni sbagliate.

Per una valutazione seria bisogna chiedersi quanto reddito produce l'attività, quali contributi sono dovuti, quanto denaro deve essere utilizzato personalmente dall'imprenditore o dai soci, quanto può restare nell'impresa e quali investimenti sono programmati.

Una struttura che può essere efficiente quando gran parte delle risorse viene reinvestita può non produrre lo stesso risultato quando il reddito deve essere trasferito quasi interamente nella disponibilità personale dei soci.

10. Quattro esempi pratici

Un solo imprenditore, attività semplice

Una persona apre una piccola attività di servizi con investimento iniziale contenuto. Prima di creare una società occorre verificare se la complessità aggiuntiva sia realmente necessaria rispetto al progetto.

Due soci che lavorano insieme

Entrambi partecipano all'attività e vogliono gestirla. Occorre confrontare società di persone e società di capitali considerando responsabilità, organizzazione, redditività e prospettive.

Un socio gestisce, l'altro investe

Un soggetto deve occuparsi dell'attività mentre l'altro vuole apportare capitale senza assumere lo stesso ruolo gestionale. È uno dei casi in cui anche la struttura della SAS può meritare un'analisi specifica.

Impresa con investimenti e crescita

Personale, investimenti rilevanti, utili da reinvestire e sviluppo futuro possono rendere opportuno analizzare una struttura societaria più organizzata. La scelta deve comunque derivare da una simulazione.

11. Gli errori da evitare

  • costituire una SRL soltanto perché qualcuno sostiene che permetta sempre di pagare meno tasse;
  • scegliere una società esclusivamente in base al costo iniziale;
  • ignorare il ruolo effettivo dei soci;
  • confondere responsabilità limitata con assenza totale di responsabilità;
  • guardare il fatturato senza analizzare redditività e fabbisogno finanziario;
  • non considerare quanto reddito dovrà essere utilizzato personalmente dai soci;
  • scegliere una struttura troppo complessa rispetto all'organizzazione reale dell'impresa;
  • non considerare come potrebbe evolvere l'attività negli anni successivi.

12. La forma giuridica può essere rivalutata nel tempo

La scelta effettuata all'inizio non deve necessariamente rimanere immutata per tutta la vita dell'impresa.

Se aumentano fatturato e redditività, entrano nuovi soci, cambiano gli investimenti o nasce l'esigenza di reinvestire risorse in nuovi progetti, può essere opportuno verificare se la struttura originaria sia ancora adeguata.

Il metodo: analisi, simulazione, scelta, verifica

Per una nuova attività si parte dal progetto e dalle previsioni. Per un'impresa già avviata si possono utilizzare i dati effettivi per confrontare scenari differenti. La forma giuridica diventa così parte della pianificazione dell'impresa e non una scelta basata su formule standard.

STUDIO SIRIANNI

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Le informazioni contenute nella guida hanno carattere generale e divulgativo. La scelta della forma giuridica e le relative conseguenze fiscali, previdenziali e patrimoniali devono essere valutate sul caso concreto e sulla normativa vigente.