Home Lo Studio Guide Contatti Area riservata

PARTITA IVA · REGIME FORFETTARIO · 2026

Regime forfettario 2026: requisiti, tasse e quando conviene

Il regime forfettario è una delle modalità fiscali più utilizzate da professionisti, artigiani, commercianti e piccole attività. Ma essere sotto 85.000 euro di ricavi o compensi non significa automaticamente poterlo utilizzare né, soprattutto, che sia sempre la scelta più conveniente.

In questa guida
  1. Cos'è il regime forfettario
  2. Il limite di 85.000 euro
  3. Come si calcola il reddito
  4. Imposta sostitutiva del 15% e del 5%
  5. Costi e spese: cosa cambia
  6. Contributi previdenziali
  7. Forfettario e lavoro dipendente
  8. Partecipazioni societarie e cause ostative
  9. Cosa succede superando i limiti
  10. Quando può convenire
  11. Quando può non convenire
  12. Cosa valutare prima di aprire la partita IVA

1. Cos'è il regime forfettario?

Il regime forfettario è un regime fiscale destinato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni e rispettano i requisiti previsti dalla normativa.

La sua caratteristica principale è che il reddito fiscale non viene normalmente determinato sottraendo dai ricavi tutti i costi effettivamente sostenuti. Si applica invece ai ricavi o compensi percepiti uno specifico coefficiente di redditività collegato all'attività esercitata.

Forfettario non significa “tassa sul fatturato”

Il fatturato o i compensi costituiscono il punto di partenza. Il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l'attività e considerando poi, secondo le regole applicabili, i contributi previdenziali deducibili.

2. Il limite di 85.000 euro

Uno dei principali requisiti riguarda i ricavi conseguiti o i compensi percepiti nell'anno precedente, che devono rispettare il limite previsto dalla legge, attualmente pari a 85.000 euro.

Il limite non deve però essere utilizzato come unico controllo. Per accedere o permanere nel regime occorre verificare anche le altre condizioni e le eventuali cause ostative.

La normativa prevede inoltre un limite per determinate spese sostenute per lavoratori, collaboratori e altre prestazioni di lavoro, attualmente pari a 20.000 euro lordi.

Falso mito: “Se fatturo meno di 85.000 euro sono automaticamente forfettario”

No. Il limite dei ricavi o compensi è soltanto uno dei requisiti. Prima di applicare il regime devono essere controllate anche le altre condizioni previste dalla normativa.

3. Come si calcola il reddito nel forfettario?

Il meccanismo è diverso da quello di una contabilità nella quale il reddito viene determinato analiticamente sottraendo i costi fiscalmente deducibili dai ricavi.

Nel regime forfettario si parte dai ricavi o compensi percepiti e si applica il coefficiente di redditività previsto per l'attività.

1. Ricavi o compensi

Si determina quanto è stato percepito nell'attività secondo le regole del regime.

2. Coefficiente di redditività

Si applica la percentuale prevista per la tipologia di attività esercitata.

3. Reddito forfettario

Il risultato rappresenta la base di partenza per la determinazione del reddito imponibile.

4. Contributi e imposta

Si considerano i contributi previdenziali deducibili e si determina l'imposta sostitutiva secondo le regole applicabili.

Il coefficiente è quindi fondamentale: due contribuenti con lo stesso fatturato ma attività differenti possono avere un reddito fiscale forfettario diverso.

4. Imposta sostitutiva del 15% e del 5%

Nel regime forfettario l'imposta sostitutiva ordinaria è pari al 15%.

In presenza delle specifiche condizioni previste per l'avvio di una nuova attività, l'aliquota può essere ridotta al 5% per il periodo agevolato previsto dalla legge.

Il 5% non spetta semplicemente perché la partita IVA è nuova

Prima di applicare l'aliquota ridotta bisogna verificare le condizioni previste dalla normativa, compresa l'eventuale prosecuzione di attività precedentemente svolte e gli altri requisiti richiesti.

Per questo il calcolo “fatturato × 5%” oppure “fatturato × 15%” è generalmente sbagliato: l'imposta sostitutiva viene applicata al reddito imponibile determinato secondo le regole del regime, non direttamente all'intero fatturato.

5. Nel forfettario posso scaricare tutte le spese?

Questo è uno dei punti più importanti quando si valuta la convenienza.

Nel regime forfettario i normali costi dell'attività non vengono generalmente dedotti uno per uno dal reddito secondo il loro importo effettivo. Il legislatore riconosce forfettariamente una quota di costi attraverso il coefficiente di redditività.

Un'attività con costi reali molto bassi può quindi trovarsi in una situazione molto diversa da un'attività che sostiene affitto, personale, attrezzature, merci o altri costi rilevanti.

Falso mito: “Il forfettario conviene sempre perché si paga meno”

No. La convenienza dipende da redditività reale, costi, contributi previdenziali, situazione personale, prospettive di crescita e caratteristiche dell'attività.

6. Forfettario e contributi previdenziali

L'imposta sostitutiva è soltanto una parte del costo fiscale e previdenziale della partita IVA.

Un professionista può essere soggetto alla propria Cassa professionale oppure, nei casi previsti, alla Gestione Separata INPS. Artigiani e commercianti possono invece essere iscritti alle rispettive Gestioni INPS.

Per gli artigiani e commercianti che rispettano le condizioni previste esiste inoltre uno specifico regime previdenziale agevolato collegato al regime forfettario, che può comportare una riduzione del 35% della contribuzione dovuta e richiede una valutazione anche degli effetti previdenziali.

Tasse e contributi non sono la stessa cosa

Dire “sono al 5%” o “sono al 15%” non indica quanto complessivamente costerà la partita IVA. Per conoscere il carico effettivo bisogna calcolare anche la contribuzione previdenziale applicabile al caso concreto.

7. Posso essere dipendente e contemporaneamente forfettario?

In determinate situazioni sì, ma occorre verificare la specifica causa ostativa prevista per i redditi di lavoro dipendente e assimilati.

Per il 2026 il limite previsto dalla relativa disposizione è elevato a 35.000 euro. La verifica deve essere effettuata considerando anche le eccezioni e le condizioni previste dalla norma, compresa la situazione del rapporto di lavoro.

Esistono inoltre regole specifiche che devono essere controllate quando l'attività autonoma viene svolta prevalentemente nei confronti dell'attuale datore di lavoro o di soggetti riconducibili a precedenti rapporti di lavoro.

8. Forfettario, SRL e partecipazioni societarie

Possedere una partecipazione societaria richiede particolare attenzione.

La normativa prevede cause ostative che possono riguardare partecipazioni in società di persone e altre strutture, nonché il controllo diretto o indiretto di SRL o associazioni in partecipazione quando ricorrono le ulteriori condizioni previste dalla legge.

Non è quindi corretto affermare genericamente che “chi possiede una SRL non può essere forfettario” oppure, al contrario, che una partecipazione societaria non abbia mai conseguenze.

Bisogna analizzare tipo di società, percentuale e modalità di partecipazione, controllo e attività concretamente esercitate.

9. Cosa succede se supero 85.000 euro?

Il superamento della soglia deve essere analizzato distinguendo le diverse situazioni previste dalla legge.

In particolare, quando i ricavi o compensi percepiti superano 100.000 euro, il regime cessa di avere applicazione nello stesso anno e la normativa prevede l'applicazione dell'IVA a partire dalle operazioni che determinano il superamento del limite.

85.000 e 100.000 euro non producono lo stesso effetto

È importante non aspettare la dichiarazione dei redditi per accorgersi del superamento. Quando l'attività si avvicina alle soglie, ricavi e compensi devono essere monitorati durante l'anno.

10. Quando il forfettario può essere conveniente?

Può risultare particolarmente interessante, ad esempio, per attività con una struttura relativamente semplice, costi effettivi contenuti e caratteristiche compatibili con il coefficiente di redditività applicabile.

Può inoltre offrire una gestione fiscale e contabile più semplice rispetto a regimi più articolati.

Ma la convenienza non dovrebbe essere valutata soltanto confrontando l'aliquota del 15% con le aliquote IRPEF.

11. Quando potrebbe non essere la scelta migliore?

La valutazione può cambiare quando l'attività sostiene costi reali molto elevati, effettua investimenti importanti, necessita di una struttura organizzativa più complessa oppure si avvicina rapidamente ai limiti previsti dal regime.

Bisogna inoltre considerare la posizione previdenziale, eventuali altri redditi, la presenza di dipendenti o collaboratori, partecipazioni societarie e le prospettive di crescita.

Professionista con pochi costi

Una struttura leggera e costi contenuti possono rendere il regime interessante, ma occorre calcolare anche i contributi previdenziali.

Attività con molti costi

Affitto, personale, merci e investimenti possono rendere necessario confrontare il risultato forfettario con quello ottenibile in un regime analitico.

Dipendente con attività autonoma

Prima di aprire la partita IVA bisogna verificare reddito da lavoro dipendente, rapporto con il datore di lavoro e cause ostative.

Attività vicina a 85.000 euro

La crescita deve essere programmata: il regime fiscale non dovrebbe diventare un motivo per rinunciare a fatturare o sviluppare l'impresa.

12. Cosa analizziamo prima di aprire una partita IVA forfettaria?

La scelta dovrebbe partire dall'attività reale e dai numeri previsti.

1. Attività e codice ATECO

Individuiamo correttamente l'attività esercitata e il relativo inquadramento.

2. Ricavi e costi previsti

Stimiamo fatturato, costi effettivi e redditività attesa.

3. Previdenza

Verifichiamo Cassa professionale, Gestione Separata oppure Gestione artigiani e commercianti.

4. Requisiti e cause ostative

Controlliamo lavoro dipendente, partecipazioni societarie e altre condizioni rilevanti.

La domanda corretta non è soltanto “posso fare il forfettario?”

La domanda più utile è: con la mia attività, i miei costi, la mia previdenza e i miei obiettivi, quanto pagherei realmente e quale regime è più adatto?

Guide correlate

Aprire un'attività in Calabria

Dalla scelta della forma alla pianificazione economica e finanziaria.

Leggi la guida →

Quanto costa aprire un'attività?

Costi iniziali, investimenti, gestione e pianificazione.

Leggi la guida →

Ditta individuale, SNC, SAS o SRL?

Come valutare la forma giuridica in base al progetto imprenditoriale.

Leggi la guida →

Assistenza per apertura attività

Valutazione del progetto, Business Plan e impostazione iniziale dell'attività.

Scopri il servizio →

STUDIO SIRIANNI

Stai aprendo una partita IVA o vuoi verificare se il forfettario ti conviene?

Possiamo analizzare attività, ricavi previsti, costi, posizione previdenziale e situazione personale prima dell'apertura oppure verificare la convenienza del regime già applicato. La consulenza può essere svolta in Studio a Lamezia Terme oppure da remoto.

Richiedi una valutazione →
Le informazioni contenute nella guida hanno carattere generale e divulgativo e sono aggiornate sulla base della disciplina vigente alla data di pubblicazione. Requisiti, cause ostative, coefficienti di redditività e disciplina previdenziale devono essere verificati in relazione al singolo contribuente e alla normativa applicabile nel periodo interessato.