SRL E PIANIFICAZIONE FISCALE
SRL per pagare meno tasse? Quando conviene davvero
“Apri una SRL e pagherai meno tasse” è una delle semplificazioni più diffuse. Una SRL può essere conveniente in determinati casi, ma il confronto non può fermarsi all'IRES: bisogna considerare anche IRAP, posizione previdenziale, compensi, distribuzione degli utili, costi della struttura e capacità di reinvestire.
- Il mito della SRL che paga sempre meno tasse
- Perché il fatturato non basta
- Reddito dell'impresa e disponibilità del socio
- IRES: perché il 24% non basta
- IRAP: un'altra componente da considerare
- Cosa succede quando gli utili vengono distribuiti
- Compenso dell'amministratore
- Contributi previdenziali
- Quando gli utili restano nella società
- Costi e organizzazione della SRL
- Quattro situazioni pratiche
- Come costruire una simulazione
1. La SRL fa sempre pagare meno tasse?
No. La costituzione di una SRL non produce automaticamente un risparmio fiscale.
Uno degli errori più frequenti consiste nel confrontare l'aliquota IRPEF più elevata applicabile a una persona fisica con l'aliquota IRES della società e concludere che la differenza rappresenti automaticamente un risparmio.
Il confronto è incompleto perché società e socio sono soggetti distinti e perché il carico complessivo dipende anche da IRAP, distribuzione degli utili, eventuali compensi, posizione previdenziale e costi della struttura.
Falso mito: “La SRL paga il 24%, quindi conviene sempre”
Il 24% riguarda l'aliquota ordinaria IRES. Non rappresenta da solo il carico fiscale complessivo della società e, soprattutto, non rappresenta automaticamente quanto costa far arrivare il reddito prodotto dalla società nella disponibilità personale del socio.
2. Il fatturato non determina da solo quando conviene una SRL
Non esiste una soglia universale di fatturato oltre la quale la SRL diventa automaticamente conveniente.
Due imprese con gli stessi ricavi possono produrre risultati completamente differenti. Costi, margini e redditività possono infatti essere molto diversi.
Per questo una valutazione dovrebbe partire dal reddito effettivo o prospettico dell'attività e non dal solo fatturato.
La simulazione deve considerare ricavi, costi, redditività, ruolo dei soci, contribuzione, somme necessarie personalmente e capacità di lasciare risorse nell'impresa.
3. Quanto del reddito deve arrivare al socio?
Questo è uno dei dati più importanti dell'intera analisi.
Se quasi tutto ciò che l'impresa produce deve essere utilizzato personalmente dal socio, la situazione è diversa rispetto a quella di un'impresa che può lasciare una parte significativa del risultato all'interno della società.
Per valutare la convenienza bisogna quindi seguire il reddito lungo tutto il suo percorso: dalla produzione all'eventuale trasferimento nella disponibilità personale del socio.
4. IRES: perché il 24% non basta
La SRL è un autonomo soggetto fiscale e il suo reddito imponibile è assoggettato all'IRES. L'aliquota ordinaria IRES è attualmente pari al 24%.
Questo dato, pur importante, non può essere utilizzato isolatamente per confrontare una SRL con una ditta individuale o con una società di persone.
Occorre infatti stabilire quanto reddito imponibile produce la società, quali altre componenti fiscali sono applicabili e cosa accade alle risorse che successivamente vengono attribuite ai soci o agli amministratori.
5. Anche l'IRAP deve entrare nel confronto
Nel valutare il carico fiscale di una SRL bisogna considerare anche l'IRAP quando dovuta.
L'IRAP non deve però essere trattata come una semplice percentuale da sommare matematicamente all'IRES. Le due imposte hanno presupposti e modalità di determinazione della base imponibile differenti.
Inoltre l'IRAP è un'imposta regionale e la misura concretamente applicabile deve essere verificata in relazione alla disciplina vigente e alla situazione del contribuente.
Per una simulazione attendibile bisogna determinare separatamente le rispettive basi imponibili e applicare le regole previste per ciascuna imposta.
6. Cosa succede quando gli utili vengono distribuiti?
Un utile che rimane nella SRL e un utile che viene distribuito al socio non producono lo stesso percorso fiscale.
Quando la società delibera la distribuzione degli utili occorre considerare anche la tassazione applicabile al socio in base alla sua posizione e alla normativa vigente.
È quindi sbagliato fermarsi all'IRES pagata dalla società se l'obiettivo è conoscere il carico complessivo delle risorse che devono arrivare alla persona fisica.
Bisogna chiedersi quanto costa produrre il reddito, quanto deve rimanere nella società e quanto deve arrivare nella disponibilità personale dei soci.
7. Compenso dell'amministratore e utili non sono la stessa cosa
Quando un socio ricopre anche il ruolo di amministratore può essere previsto, nei modi consentiti, un compenso per l'attività amministrativa effettivamente svolta.
Il compenso dell'amministratore e la distribuzione degli utili sono però componenti differenti, con proprie conseguenze fiscali e previdenziali.
Anche questo elemento deve quindi essere inserito nella simulazione senza confondere la remunerazione dell'attività amministrativa con il rendimento della partecipazione societaria.
8. La contribuzione previdenziale può cambiare il risultato
Confrontare soltanto le imposte può portare a una conclusione economicamente sbagliata.
La posizione previdenziale deve essere verificata considerando l'attività effettivamente svolta dal socio, l'eventuale ruolo di amministratore e le caratteristiche specifiche della posizione.
Falso mito: “Con la SRL non pago più contributi”
La costituzione di una SRL non consente, da sola, di affermare che gli obblighi contributivi scompaiano. La posizione deve essere analizzata concretamente.
9. Quando una parte degli utili può rimanere nella società
La capacità di reinvestire il risultato economico può incidere in maniera significativa sulla pianificazione.
Una società può avere bisogno di risorse per acquistare beni strumentali, assumere personale, finanziare nuovi progetti, sostenere investimenti o rafforzare la propria struttura finanziaria.
Quando una quota importante degli utili non deve essere immediatamente utilizzata personalmente dai soci, il confronto tra le diverse strutture può cambiare.
Questo non significa che la SRL diventi automaticamente conveniente, ma rappresenta un elemento che merita una simulazione specifica.
10. La SRL comporta anche costi e organizzazione
La convenienza non può essere misurata soltanto attraverso le imposte.
Una SRL richiede contabilità ordinaria, gestione societaria, predisposizione e deposito del bilancio e una corretta separazione tra patrimonio della società e disponibilità personali dei soci.
Vanno inoltre considerati i costi di costituzione e i maggiori costi amministrativi e societari.
Ridurre una componente fiscale aumentando in misura maggiore costi, contribuzione o altri oneri non determina un vantaggio economico. La simulazione deve misurare il risultato complessivo.
11. Quattro situazioni pratiche
Reddito contenuto e interamente necessario al titolare
Se quasi tutto il risultato dell'attività deve essere utilizzato personalmente, non è sufficiente osservare l'IRES per sostenere che una SRL sia più conveniente.
Reddito elevato ma forti esigenze personali
Anche in presenza di una buona redditività bisogna verificare quanto denaro dovrà effettivamente uscire dalla società e con quali modalità.
Impresa redditizia che può reinvestire
Se una parte significativa del risultato può rimanere nella società per finanziare crescita e investimenti, la SRL può meritare una simulazione particolarmente approfondita.
Impresa che cresce anche nel rischio
Dipendenti, finanziamenti, investimenti e contratti possono rendere la valutazione della SRL importante anche per ragioni organizzative e patrimoniali, non soltanto fiscali.
12. Come costruire una simulazione seria
Stimare il risultato economico reale o prospettico dell'attività.
Determinare il reddito imponibile della società e la relativa imposizione.
Determinare separatamente la base imponibile IRAP secondo le regole applicabili e considerare l'imposta dovuta.
Valutare attività svolta, amministrazione, compensi e situazione previdenziale.
Stabilire quanto deve essere distribuito e quanto può rimanere nella società.
Considerare contabilità, bilancio, adempimenti societari e maggiori costi amministrativi.
Valutare responsabilità, rischio, investimenti, finanziamenti, nuovi soci e prospettive di crescita.
Può essere uno strumento molto efficace quando fiscalità, organizzazione, rischio e strategia indicano nella stessa direzione. La convenienza deve emergere dai numeri dell'impresa e non da una singola aliquota.
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