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SCELTA DEL REGIME FISCALE

Regime forfettario o ordinario: quale conviene?

Il regime forfettario non è automaticamente la scelta più conveniente per chiunque possa utilizzarlo. Per confrontarlo correttamente con il regime ordinario bisogna considerare ricavi, costi effettivi, coefficiente di redditività, IVA, contributi previdenziali, imposte, detrazioni e prospettive di crescita dell'attività.

In questa guida
  1. Forfettario o ordinario: perché non esiste una risposta uguale per tutti
  2. Come viene calcolato il reddito nel regime forfettario
  3. Come vengono considerati i costi nel regime ordinario
  4. Il peso dell'IVA nella scelta
  5. Imposta sostitutiva e IRPEF: cosa cambia
  6. Contributi previdenziali
  7. Detrazioni e oneri personali
  8. Quando il forfettario può essere più conveniente
  9. Quando l'ordinario può diventare più interessante
  10. Tre situazioni pratiche
  11. Perché il fatturato da solo non basta
La regola più importante

Non bisogna scegliere il regime fiscale guardando soltanto l'aliquota. Un'imposta sostitutiva del 5% o del 15% può sembrare sempre più conveniente, ma il risultato reale dipende anche da come vengono determinati il reddito, i costi, l'IVA e la posizione previdenziale.

1. Forfettario o ordinario: perché non esiste una risposta uguale per tutti

Due contribuenti con lo stesso fatturato possono arrivare a conclusioni completamente diverse sulla convenienza del regime forfettario.

Un professionista con pochi costi effettivi può trovarsi in una situazione molto diversa da un'attività che sostiene affitti, acquista merci, utilizza attrezzature costose o deve effettuare investimenti rilevanti.

Per questo il confronto non dovrebbe partire dalla domanda “quanto fatturo?”, ma dalla struttura economica complessiva dell'attività.

Falso mito: “Se posso entrare nel forfettario, allora mi conviene sicuramente”

Il possesso dei requisiti permette di applicare il regime, ma non dimostra da solo che sia economicamente la scelta migliore. Convenienza e possibilità di accesso sono due valutazioni differenti.

2. Come viene calcolato il reddito nel regime forfettario

Nel regime forfettario i normali costi sostenuti nell'attività non vengono dedotti analiticamente uno per uno.

Ai ricavi o compensi viene applicato un coefficiente di redditività collegato all'attività esercitata. Il risultato costituisce la base di partenza per determinare il reddito forfettario.

I coefficienti non sono uguali per tutte le attività. Per questo non è corretto utilizzare automaticamente, per qualsiasi partita IVA, il coefficiente del 78% spesso citato negli esempi riferiti a molte attività professionali.

Esempio del meccanismo, non confronto di convenienza

Se un'attività alla quale si applica un coefficiente del 78% realizza 40.000 euro di compensi, il reddito determinato forfettariamente prima della deduzione dei contributi previdenziali è pari a 31.200 euro.

Questo non significa che il contribuente abbia realmente sostenuto 8.800 euro di costi. È il risultato del meccanismo forfettario previsto per quella specifica attività.

3. Come vengono considerati i costi nel regime ordinario

Nel regime ordinario il principio è differente: il reddito fiscale viene determinato considerando i componenti positivi e i costi fiscalmente rilevanti secondo le regole applicabili alla specifica attività.

Questo significa che la quantità e la natura dei costi effettivamente sostenuti possono incidere in modo importante sul confronto con il forfettario.

Un'attività con costi reali molto bassi può beneficiare maggiormente del meccanismo forfettario. Quando invece i costi effettivi sono elevati, il vantaggio del forfettario può ridursi e il confronto deve essere effettuato con maggiore attenzione.

Il coefficiente di redditività non è la percentuale dei tuoi costi reali

Per valutare la convenienza bisogna confrontare il reddito determinato forfettariamente con quello che emergerebbe considerando i costi reali fiscalmente rilevanti nel regime ordinario.

4. Il peso dell'IVA nella scelta

L'IVA è un'altra differenza fondamentale.

Nel regime forfettario, in linea generale, non viene esercitata la rivalsa dell'IVA sulle operazioni soggette al regime e non si detrae l'IVA assolta sugli acquisti secondo il normale meccanismo IVA.

Nel regime ordinario, invece, si applicano le ordinarie regole IVA: l'imposta viene normalmente addebitata sulle operazioni imponibili e, quando ne ricorrono i presupposti, l'IVA sugli acquisti può essere detratta.

Questo aspetto può avere un peso rilevante soprattutto per chi sostiene investimenti o acquisti importanti.

Clienti privati e clienti con partita IVA

Anche la tipologia di clientela può incidere economicamente. Il rapporto tra prezzo, IVA e mercato può essere diverso quando si lavora prevalentemente con consumatori finali rispetto a quando i clienti sono imprese o professionisti che operano nell'ambito della propria attività.

5. Imposta sostitutiva e IRPEF: cosa cambia

Nel regime forfettario il reddito assoggettato al regime è soggetto a un'imposta sostitutiva del 15%, riducibile al 5% per le nuove attività che possiedono gli specifici requisiti previsti dalla legge.

Nel regime ordinario il reddito delle persone fisiche concorre invece, secondo le regole applicabili, alla tassazione IRPEF progressiva.

Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono:

Fino a 28.000 euro

Aliquota IRPEF del 23%.

Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro

Aliquota IRPEF del 33% sulla parte di reddito compresa nello scaglione.

Oltre 50.000 euro

Aliquota IRPEF del 43% sulla parte di reddito che supera tale soglia.

Il confronto non consiste però nel mettere semplicemente il 15% accanto al 23%, 33% o 43%. Prima di applicare le aliquote bisogna determinare correttamente le rispettive basi imponibili e considerare gli altri elementi fiscali rilevanti.

6. Contributi previdenziali

La previdenza deve essere analizzata separatamente dall'imposta. Professionisti, artigiani e commercianti possono essere soggetti a meccanismi contributivi differenti.

Per questo due attività con identico fatturato e identico regime fiscale possono avere un carico complessivo differente.

Per gli artigiani e commercianti in regime forfettario può inoltre essere richiesta, quando ne ricorrono i presupposti, la specifica riduzione contributiva prevista per il regime. Non deve essere considerata automaticamente applicabile a qualsiasi contribuente forfettario.

7. Detrazioni e oneri personali

La convenienza deve essere valutata anche considerando la situazione personale del contribuente.

Il reddito assoggettato all'imposta sostitutiva del regime forfettario non funziona come un ordinario reddito assoggettato a IRPEF. La presenza di altri redditi IRPEF e di oneri o detrazioni personali può quindi modificare sensibilmente il risultato del confronto.

Un confronto corretto è personale

Mutuo, spese sanitarie, familiari a carico, altri redditi e altre situazioni fiscalmente rilevanti non devono essere ignorati quando possono incidere sul risultato complessivo della dichiarazione.

8. Quando il forfettario può essere più conveniente

Senza trasformare questi elementi in regole automatiche, il forfettario può risultare particolarmente interessante quando l'attività presenta, ad esempio, costi effettivi contenuti rispetto al reddito riconosciuto forfettariamente.

Può inoltre essere molto favorevole quando ricorrono i requisiti per l'aliquota del 5%, oppure quando la semplicità gestionale del regime rappresenta un vantaggio concreto per l'attività.

La convenienza deve comunque essere verificata numericamente e non presunta.

9. Quando l'ordinario può diventare più interessante

Il regime ordinario merita un confronto particolarmente attento quando l'attività sostiene costi elevati, effettua investimenti importanti o presenta una struttura economica che rende poco rappresentativo il reddito calcolato attraverso il coefficiente forfettario.

Anche la gestione dell'IVA e la situazione fiscale personale possono spostare il risultato.

Falso mito: “L'ordinario conviene solo quando si supera il limite del forfettario”

Non è così. Un contribuente che possiede i requisiti per il forfettario può avere interesse a confrontarlo con il regime ordinario. La soglia di accesso non è una soglia matematica di convenienza.

10. Tre situazioni pratiche

Professionista con pochi costi

Un professionista che lavora prevalentemente con la propria attività personale e sostiene costi relativamente contenuti può trovare nel forfettario una soluzione molto efficiente. Prima di decidere vanno comunque considerate previdenza e situazione fiscale personale.

Attività con molti acquisti e investimenti

Un'attività che acquista merci, sostiene un affitto importante, utilizza attrezzature costose o programma investimenti rilevanti deve confrontare attentamente il reddito forfettario con i costi reali e valutare anche l'effetto dell'IVA sugli acquisti.

Nuova attività con possibile aliquota al 5%

Quando sono soddisfatti gli specifici requisiti per l'aliquota ridotta, il forfettario può diventare particolarmente interessante. Anche in questo caso, però, il 5% riguarda l'imposta sostitutiva e non rappresenta il carico complessivo dell'attività.

11. Perché il fatturato da solo non basta

Dire “con 30.000 euro conviene il forfettario” oppure “oltre 60.000 euro conviene l'ordinario” senza conoscere il resto della situazione è una semplificazione che può portare a conclusioni sbagliate.

Per effettuare un confronto serio servono almeno:

1. Ricavi o compensi previsti

Quanto si prevede realisticamente di fatturare.

2. Attività e coefficiente

Quale attività viene esercitata e quale coefficiente di redditività è applicabile.

3. Costi reali

Affitto, acquisti, collaborazioni, attrezzature e altri costi rilevanti.

4. Previdenza

Quale gestione previdenziale si applica e con quali regole.

5. IVA

Quanto incidono gli acquisti e qual è la tipologia di clientela.

6. Situazione personale

Altri redditi, detrazioni, oneri e ulteriori elementi fiscalmente rilevanti.

La scelta dovrebbe essere fatta con una simulazione preventiva

Il confronto più utile consiste nel ricostruire la stessa attività nei due scenari e stimare separatamente reddito fiscale, imposte, contributi e conseguenze IVA. Solo dopo è possibile valutare quale soluzione sia più coerente con la situazione reale.

Devi scegliere tra regime forfettario e ordinario?

Lo Studio Sirianni può effettuare una simulazione preventiva sulla base dei ricavi previsti, dei costi reali, dell'attività esercitata e della posizione previdenziale, confrontando i due regimi prima di effettuare la scelta.

La consulenza può essere svolta presso lo Studio a Lamezia Terme oppure da remoto tramite Google Meet o Zoom.

Richiedi una consulenza

Le informazioni contenute nella presente guida hanno carattere generale e divulgativo. La convenienza tra regime forfettario e regime ordinario dipende dalla situazione concreta del contribuente e richiede una valutazione individuale.