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HOLDING · PARTECIPAZIONI · REINVESTIMENTO

Holding, dividendi e PEX: quando può essere utile?

Una holding non è una scorciatoia per “non pagare tasse”. È una struttura societaria che può avere senso quando esistono più partecipazioni, utili da reinvestire, operazioni societarie o esigenze di organizzazione del patrimonio imprenditoriale. Per valutarla bisogna capire come funziona il rapporto tra holding, società operative e soci persone fisiche.

In questa guida
  1. Che cos'è una holding
  2. Holding e società operativa
  3. Perché si crea una holding
  4. Come funzionano i dividendi
  5. Holding e reinvestimento degli utili
  6. Che cos'è la PEX
  7. La PEX non è automatica
  8. Cessione della partecipazione e distribuzione dell'utile
  9. Holding e persona fisica non sono la stessa cosa
  10. Quando una holding può essere eccessiva
  11. Quattro situazioni pratiche
  12. Cosa analizzare prima di costituirla

1. Che cos'è una holding?

Una holding è una società che detiene partecipazioni in una o più altre società.

La struttura più semplice può essere rappresentata così:

Socio o soci

Detengono le partecipazioni nella holding.

Holding

Detiene le partecipazioni nelle società sottostanti.

Società operative

Svolgono concretamente le diverse attività imprenditoriali.

La holding può quindi diventare il livello societario attraverso il quale vengono organizzate partecipazioni, investimenti e, quando ne ricorrono i presupposti, risorse destinate a nuovi progetti.

2. Holding e società operativa svolgono funzioni differenti

La società operativa produce beni, presta servizi, assume dipendenti, stipula contratti con clienti e fornitori e svolge l'attività caratteristica.

La holding, invece, può avere come funzione principale la detenzione e la gestione delle partecipazioni.

Non bisogna quindi pensare alla holding come a una semplice “SRL in più”. La sua utilità dipende dall'esistenza di una reale esigenza organizzativa, finanziaria, societaria o patrimoniale.

Prima viene il progetto imprenditoriale, poi la struttura

Costituire una holding senza una ragione concreta può significare aggiungere costi e adempimenti senza ottenere un vantaggio proporzionato.

3. Perché un imprenditore può valutare una holding?

Le ragioni possono essere diverse.

Per esempio, un imprenditore può avere più società operative, voler organizzare partecipazioni appartenenti allo stesso gruppo, programmare acquisizioni future oppure destinare parte delle risorse prodotte dalle attività a nuovi investimenti.

La holding può inoltre assumere importanza nella pianificazione di operazioni sulle partecipazioni e nella gestione dei rapporti tra diversi soci.

Non esiste però una regola secondo cui, superato un certo fatturato o un certo utile, diventa automaticamente conveniente costituire una holding.

4. Come funzionano i dividendi tra società?

Quando una società produce utili, dopo gli adempimenti societari e fiscali può deliberarne la distribuzione ai propri soci.

Se il socio è un'altra società soggetta all'IRES — per esempio una holding che controlla una SRL operativa, ma anche una SRL che possiede una partecipazione in un'altra SRL — il dividendo viene percepito dalla società partecipante e non direttamente dalla persona fisica.

Dividendi tra società: il 95% può essere escluso dal reddito imponibile

Quando ricorrono i requisiti previsti dalla disciplina vigente, il 95% del dividendo percepito dalla società è escluso dalla formazione del reddito imponibile e soltanto il 5% concorre al reddito soggetto a IRES.

Con l'aliquota IRES ordinaria del 24%, l'effetto IRES sul dividendo corrisponde quindi all'1,20% dell'importo distribuito: 5% × 24% = 1,20%.

Esempio: dividendo di 100.000 euro

Se sono soddisfatti i requisiti previsti dalla normativa, 95.000 euro sono esclusi dal reddito imponibile e 5.000 euro concorrono alla base imponibile IRES. Applicando il 24% a 5.000 euro, l'IRES è pari a 1.200 euro: un effetto IRES dell'1,20% sul dividendo complessivo.

Dividendi e PEX sono due discipline diverse

La PEX non si applica ai dividendi. I dividendi percepiti da una società seguono la specifica disciplina fiscale prevista per gli utili distribuiti. La PEX riguarda invece determinate plusvalenze realizzate mediante la cessione di partecipazioni, quando sono rispettati i requisiti previsti dalla normativa.

Dal 2026 l'esclusione del 95% dei dividendi non deve essere considerata automaticamente applicabile a qualsiasi partecipazione. Occorre verificare i requisiti previsti dalla disciplina vigente, comprese le caratteristiche e la consistenza della partecipazione posseduta.

Falso mito: “Dividendi e PEX sono la stessa agevolazione”

No. Il regime dei dividendi e la PEX sono due discipline differenti: il primo riguarda gli utili distribuiti tra società, mentre la PEX riguarda le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni che rispettano i requisiti previsti dalla legge.

5. Holding e reinvestimento degli utili

Uno degli aspetti più interessanti di una struttura societaria può emergere quando le risorse non devono essere immediatamente utilizzate dalla persona fisica, ma sono destinate a rimanere nel circuito imprenditoriale.

La holding può ricevere risorse dalle società partecipate, quando ne ricorrono i presupposti, e utilizzarle nell'ambito della propria attività per finanziare o capitalizzare altri progetti, acquisire partecipazioni o effettuare ulteriori investimenti.

Questo è molto diverso dal distribuire il denaro alla persona fisica per esigenze personali.

Società e persona fisica sono due livelli differenti

Il fatto che una somma sia disponibile nella holding non significa che sia diventata automaticamente denaro personale del socio. L'eventuale successiva attribuzione al socio deve essere analizzata secondo la propria disciplina.

6. Che cos'è la PEX?

Con l'espressione PEX, Participation Exemption, si indica il regime fiscale previsto per determinate plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni che rispettano i requisiti stabiliti dalla normativa.

Il tema diventa particolarmente importante quando una società detiene una partecipazione e successivamente la cede realizzando una plusvalenza.

Quando sono soddisfatte tutte le condizioni richieste dalla disciplina vigente, una parte rilevante della plusvalenza può essere esclusa dalla formazione del reddito imponibile.

Non si tratta però di un beneficio collegato semplicemente alla presenza della parola “holding” nella denominazione o nell'oggetto della società.

7. La PEX non è automatica

Per applicare correttamente il regime occorre verificare i requisiti previsti dalla normativa vigente nel periodo in cui avviene l'operazione.

Tra gli elementi che devono essere analizzati rientrano le caratteristiche della partecipazione, il periodo e le modalità di possesso, la classificazione della partecipazione e i requisiti relativi alla società partecipata.

La disciplina è inoltre soggetta a modifiche legislative. Per questo una futura cessione non dovrebbe essere pianificata basandosi soltanto su una percentuale letta online.

La PEX va verificata prima dell'operazione

La storia della partecipazione e la situazione della partecipata possono essere decisive. Una verifica effettuata soltanto dopo la cessione può arrivare troppo tardi per correggere determinate condizioni.

8. Cessione della partecipazione e distribuzione del denaro al socio sono due operazioni diverse

Supponiamo che una holding venda una partecipazione posseduta in una società operativa.

Il corrispettivo della vendita viene percepito dalla holding. L'eventuale regime fiscale applicabile alla plusvalenza riguarda quindi la società che ha effettuato la cessione.

Se successivamente il socio persona fisica vuole trasferire a sé quelle risorse, si verifica un'operazione distinta che deve essere valutata separatamente.

Questo passaggio è essenziale per comprendere la logica della holding: un vantaggio o un regime fiscale applicabile nel rapporto tra società non equivale automaticamente alla disponibilità personale delle somme senza ulteriori conseguenze fiscali.

Falso mito: “Con la PEX vendo la società e porto personalmente a casa tutto quasi senza tasse”

La cessione effettuata dalla holding e l'eventuale successiva attribuzione delle somme alla persona fisica sono due momenti differenti e devono essere analizzati separatamente.

9. Holding e persona fisica non sono la stessa cosa

Questa distinzione è centrale anche nella pianificazione.

Una struttura può risultare particolarmente interessante quando l'obiettivo è mantenere una parte significativa delle risorse all'interno del sistema societario per finanziare nuove attività o investimenti.

La valutazione può cambiare quando, invece, l'imprenditore necessita di prelevare sistematicamente gran parte delle risorse per sostenere consumi e spese personali.

Per questo non basta confrontare due aliquote: bisogna ricostruire il percorso effettivo del denaro.

10. Quando una holding può essere eccessiva?

Una holding comporta una società ulteriore da amministrare, con contabilità, bilancio, dichiarazioni, adempimenti societari e relativi costi professionali e amministrativi.

Per un imprenditore che possiede una sola piccola attività, distribuisce normalmente gran parte degli utili per esigenze personali e non prevede nuove partecipazioni, acquisizioni o investimenti, una struttura aggiuntiva potrebbe non essere giustificata.

Al contrario, la valutazione può diventare più interessante quando esistono più società, utili significativi destinati al reinvestimento, operazioni sulle partecipazioni o un progetto di gruppo da organizzare nel medio-lungo periodo.

11. Quattro situazioni pratiche

Una sola piccola SRL

Il socio utilizza gran parte degli utili per esigenze personali e non prevede altre attività. Prima di aggiungere una holding bisogna verificare se i benefici attesi giustificano davvero costi e complessità.

Due attività differenti

L'imprenditore possiede o vuole sviluppare più società operative. Una holding può essere valutata per organizzare le partecipazioni all'interno di una struttura comune.

Utili destinati a nuovi investimenti

Una parte importante delle risorse prodotte dalle operative non serve immediatamente alla persona fisica ma deve finanziare nuovi progetti. La struttura societaria può diventare uno degli elementi della pianificazione.

Possibile futura cessione

È prevista nel medio periodo la vendita di una partecipazione. La struttura e i requisiti fiscali devono essere studiati con anticipo, senza presumere che la PEX sia automaticamente applicabile.

12. Cosa analizziamo prima di valutare una holding?

La valutazione dovrebbe partire dalla situazione reale dell'imprenditore e non dalla sola ricerca di un risparmio fiscale.

1. Partecipazioni attuali e future

Quante società esistono, chi le possiede e quali nuove attività sono previste?

2. Utili e fabbisogno personale

Quanta parte delle risorse deve arrivare alla persona fisica e quanta può restare destinata agli investimenti?

3. Operazioni future

Sono previste acquisizioni, cessioni di partecipazioni, nuovi soci o riorganizzazioni?

4. Fiscalità e costi della struttura

Il trattamento fiscale deve essere confrontato con costi, adempimenti e requisiti concretamente applicabili.

Una holding deve avere una logica economica e organizzativa

Il vantaggio fiscale, quando esiste e quando sono soddisfatti i relativi requisiti, è soltanto una parte della valutazione complessiva.

STUDIO SIRIANNI

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Possiamo analizzare struttura attuale, partecipazioni, utili, fabbisogno personale, investimenti e operazioni future per capire se la holding ha una reale utilità economica e organizzativa.

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Le informazioni contenute nella guida hanno carattere generale e divulgativo. La disciplina fiscale delle partecipazioni, dei dividendi e delle plusvalenze è soggetta a requisiti specifici e modifiche normative. Prima di costituire una holding, distribuire utili o effettuare operazioni sulle partecipazioni è necessario verificare la normativa vigente e la situazione concreta.