CONTRIBUTI PREVIDENZIALI 2026
Regime forfettario e INPS 2026: quanto si paga?
Essere in regime forfettario non significa pagare sempre gli stessi contributi INPS. Il calcolo cambia in base alla posizione previdenziale: un professionista iscritto alla Gestione Separata segue regole diverse da un artigiano o da un commerciante.
- Forfettario e INPS: perché non esiste una percentuale unica
- Professionisti iscritti alla Gestione Separata
- Esempio di calcolo per un professionista
- Artigiani e commercianti: cosa cambia
- Contributi minimi INPS 2026
- Contributi oltre il minimale
- Riduzione contributiva del 35% per i forfettari
- Il 35% non si applica alla Gestione Separata
- Riduzione del 50% per alcuni nuovi iscritti del 2025
- INPS e imposta sostitutiva sono due cose diverse
- Quanto incidono davvero i contributi?
Non si può calcolare correttamente l'INPS partendo soltanto dal fatto che il contribuente sia forfettario. Bisogna prima individuare la gestione previdenziale corretta e la posizione concreta del contribuente.
1. Forfettario e INPS: perché non esiste una percentuale unica
Il regime forfettario è un regime fiscale. I contributi previdenziali seguono invece le regole della gestione alla quale il contribuente deve essere iscritto.
Per questo due contribuenti entrambi in regime forfettario e con lo stesso fatturato possono pagare contributi molto differenti.
Tra le situazioni più frequenti troviamo:
Può essere soggetto alla Gestione Separata INPS.
Può essere iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
Può essere iscritto alla Gestione Commercianti INPS.
Per le professioni dotate di una propria Cassa previdenziale occorre applicare le regole della relativa Cassa e verificare la situazione specifica.
Falso mito: “Un forfettario paga sempre il 26% di INPS”
Non è corretto. Il 26,07% è l'aliquota complessiva 2026 riferita, in particolare, al libero professionista iscritto esclusivamente alla Gestione Separata, non pensionato e non assicurato presso altra forma di previdenza obbligatoria. Artigiani e commercianti seguono regole differenti.
2. Professionisti iscritti alla Gestione Separata
Per il 2026, il libero professionista iscritto alla Gestione Separata che non risulta assicurato presso altra forma di previdenza obbligatoria e non è pensionato è soggetto a un'aliquota complessiva del 26,07%.
La percentuale è composta da:
Contribuzione IVS.
Aliquota aggiuntiva destinata alle tutele previste dalla normativa.
Contribuzione aggiuntiva destinata al finanziamento dell'ISCRO.
Nel caso del professionista forfettario, il contributo non viene semplicemente calcolato sull'intero fatturato. Occorre determinare il reddito secondo le regole del regime forfettario e individuare correttamente la base imponibile previdenziale.
3. Esempio di calcolo per un professionista
Consideriamo esclusivamente a titolo esemplificativo un professionista per il quale il coefficiente di redditività applicabile sia pari al 78% e che sia soggetto all'aliquota Gestione Separata del 26,07%.
Compensi: 30.000,00 €
Coefficiente utilizzato nell'esempio: 78%
Reddito forfettario: 23.400,00 €
Contributi Gestione Separata:
23.400 × 26,07% = 6.100,38 €
L'esempio serve a mostrare il meccanismo. Il coefficiente del 78% non appartiene a tutte le attività e l'aliquota previdenziale deve sempre essere verificata sulla posizione concreta del contribuente.
Nell'esempio, 30.000 euro di compensi producono un reddito forfettario di 23.400 euro. È su tale reddito, nell'ipotesi considerata, che viene effettuato il calcolo contributivo.
4. Artigiani e commercianti: cosa cambia
Il meccanismo previdenziale di artigiani e commercianti è differente da quello della Gestione Separata.
Per il 2026 le aliquote sono:
Aliquota prevista per titolari e collaboratori/coadiuvanti.
Comprende l'aliquota aggiuntiva dello 0,48% prevista per la Gestione Commercianti.
È inoltre dovuto il contributo per le prestazioni di maternità, pari nel 2026 a 0,62 euro mensili.
5. Contributi minimi INPS 2026
Per artigiani e commercianti esiste un minimale annuo di reddito.
Nel 2026 il minimale utilizzato per il calcolo della contribuzione è pari a 18.808 euro.
Applicando le aliquote 2026 e aggiungendo il contributo maternità, per un anno intero gli importi ordinari risultano indicativamente:
Contributo minimo annuo ordinario: circa 4.521,36 €.
Contributo minimo annuo ordinario: circa 4.611,64 €.
Per le posizioni soggette al minimale, un reddito basso non significa automaticamente che i contributi diventino una semplice percentuale del reddito effettivamente prodotto. La contribuzione minima deve essere considerata quando si valuta il costo previdenziale dell'attività.
6. Cosa succede quando il reddito supera il minimale?
Quando il reddito d'impresa supera il minimale, oltre alla contribuzione dovuta sul minimale devono essere considerati anche i contributi sulla quota di reddito eccedente, secondo le aliquote e i limiti applicabili.
Per questo non è corretto prendere il contributo minimo annuale e considerarlo come costo previdenziale massimo dell'artigiano o del commerciante.
Falso mito: “Artigiani e commercianti pagano sempre circa 4.500 euro di INPS”
Gli importi minimi rappresentano la contribuzione collegata al minimale. Se il reddito rilevante supera tale soglia, può essere dovuta ulteriore contribuzione sulla parte eccedente.
7. Riduzione contributiva del 35% per i forfettari
Per gli artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario esiste uno specifico regime previdenziale agevolato che, quando ne ricorrono le condizioni, comporta una riduzione contributiva del 35%.
L'accesso al regime previdenziale agevolato è facoltativo e richiede il rispetto delle condizioni previste e gli adempimenti richiesti dall'INPS.
Significa ridurre la contribuzione secondo il regime previdenziale agevolato previsto per artigiani e commercianti forfettari. Non è un'aliquota contributiva del 35%.
Prima di richiedere l'agevolazione è opportuno valutare non soltanto il risparmio immediato, ma anche gli effetti previdenziali della contribuzione ridotta.
8. Il 35% non si applica alla Gestione Separata
La riduzione contributiva del 35% prevista dal regime previdenziale agevolato riguarda gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti che possiedono i requisiti previsti.
Non deve quindi essere applicata automaticamente al professionista forfettario iscritto alla Gestione Separata.
Falso mito: “Sono forfettario, quindi posso ridurre del 35% la Gestione Separata”
No. Regime forfettario fiscale e regime previdenziale agevolato per artigiani e commercianti non devono essere confusi.
9. Attenzione alla riduzione del 50% per alcuni nuovi iscritti del 2025
Esiste inoltre una diversa agevolazione introdotta per chi si è iscritto per la prima volta nel corso del 2025 alle Gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti e possiede gli specifici requisiti previsti dalla normativa.
La misura prevede una riduzione contributiva del 50% per un periodo di 36 mesi dalla data di avvio dell'attività.
Di conseguenza, un soggetto che ha iniziato l'attività nel 2025 e beneficia correttamente dell'agevolazione può continuare ad averne effetto anche durante il 2026.
La riduzione del 50% prevista per determinati nuovi iscritti del 2025 e il regime previdenziale forfettario con riduzione del 35% sono misure differenti e alternative nei casi previsti. La posizione deve quindi essere verificata individualmente.
10. INPS e imposta sostitutiva sono due cose diverse
Uno degli errori più frequenti consiste nel leggere “forfettario al 5%” e pensare che il costo complessivo della partita IVA sia pari al 5% del fatturato.
Il 5% o il 15% riguarda l'imposta sostitutiva. I contributi previdenziali rappresentano invece una componente distinta.
Un contribuente può avere diritto all'imposta sostitutiva del 5% e, contemporaneamente, essere tenuto al versamento dei contributi previdenziali previsti dalla propria gestione.
Per stimare quanto rimane realmente dell'attività bisogna quindi considerare entrambe le componenti.
11. Quanto incidono davvero i contributi?
Per fare una simulazione attendibile bisogna conoscere almeno:
Professionista, artigiano, commerciante o altra situazione.
Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o eventuale Cassa professionale.
Quanto viene effettivamente prodotto nell'anno.
Il coefficiente applicabile alla specifica attività in regime forfettario.
Verificare se esistono e se sono effettivamente applicabili alla posizione.
Verificare separatamente se si applica il 15% oppure, quando spettante, il 5%.
Una stima corretta permette di conoscere non soltanto l'imposta sostitutiva, ma anche l'incidenza previdenziale e il carico complessivo previsto per l'attività.
Vuoi sapere quanto pagherai realmente in regime forfettario?
Lo Studio Sirianni può effettuare una simulazione considerando attività, coefficiente di redditività, posizione previdenziale, contributi INPS e imposta sostitutiva, così da stimare il carico fiscale e previdenziale della partita IVA.
La consulenza può essere svolta presso lo Studio a Lamezia Terme oppure da remoto tramite Google Meet o Zoom.
Richiedi una consulenzaLe informazioni contenute nella presente guida hanno carattere generale e divulgativo. Aliquote, inquadramento previdenziale, agevolazioni e modalità di calcolo devono essere verificati sulla posizione concreta del contribuente.