APRIRE UN'ATTIVITÀ NEL 2026
Quanto costa aprire una partita IVA nel 2026?
Aprire una partita IVA e avviare concretamente un'attività non sono la stessa cosa. Il costo può cambiare molto a seconda che si tratti di un professionista, di un artigiano, di un commerciante o di un'altra attività soggetta a iscrizioni, autorizzazioni e adempimenti specifici.
- Aprire la partita IVA ha sempre un costo?
- Professionista o ditta individuale: cosa cambia
- Quanto costa aprire la partita IVA di un professionista
- Quanto costa avviare una ditta individuale
- Registro Imprese e Camera di Commercio
- SCIA, SUAP e autorizzazioni
- Quanto incidono i contributi INPS
- Regime forfettario: costa meno?
- Commercialista e assistenza professionale
- Altri costi da prevedere
- Esempi pratici
- Quanto denaro serve realmente per iniziare
Una cosa è il costo della sola apertura fiscale della partita IVA. Un'altra è il costo necessario per rendere l'attività effettivamente operativa: previdenza, Camera di Commercio, eventuale SCIA, autorizzazioni, strumenti di lavoro, locali, assicurazioni, software e assistenza professionale.
1. Aprire la partita IVA ha sempre un costo?
Non esiste un prezzo unico valido per chiunque voglia aprire una partita IVA.
La semplice attribuzione del numero di partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate non deve essere confusa con tutti gli altri adempimenti che possono rendersi necessari per iniziare concretamente l'attività.
Il costo effettivo dipende soprattutto dal tipo di attività e dall'inquadramento del soggetto.
Può avere un percorso amministrativo relativamente semplice, ma devono essere verificati previdenza, eventuale Ordine o Albo e gli obblighi specifici della professione.
Può essere necessaria l'iscrizione al Registro Imprese e alla Gestione Artigiani INPS, oltre agli adempimenti richiesti dall'attività esercitata.
Oltre alla posizione fiscale possono entrare in gioco Registro Imprese, Gestione Commercianti INPS, SUAP, SCIA e altri requisiti.
2. Professionista o ditta individuale: cosa cambia
Dire semplicemente “voglio aprire una partita IVA” non è sufficiente per stabilire il costo dell'operazione.
Prima bisogna individuare correttamente la natura dell'attività. Un libero professionista e un'impresa individuale possono avere adempimenti amministrativi e previdenziali molto differenti.
Errore: chiedere soltanto quanto costa la partita IVA
La domanda più utile è: quali adempimenti sono necessari per iniziare legalmente e correttamente la mia specifica attività? Solo dopo è possibile stimare il costo reale dell'avvio.
3. Quanto costa aprire la partita IVA di un professionista
Per un libero professionista non soggetto agli adempimenti tipici di un'impresa commerciale o artigiana, l'apertura fiscale può essere relativamente semplice.
Questo non significa però che l'attività sia priva di costi. Occorre verificare almeno:
Scelta del codice ATECO e verifica del regime fiscale applicabile.
Gestione Separata INPS oppure Cassa professionale, quando prevista.
Eventuale iscrizione a Ordini, Albi, assicurazione professionale o altri requisiti della specifica attività.
Fatturazione elettronica, dichiarazioni e adempimenti fiscali e previdenziali.
Per chi intende applicare il regime forfettario: Regime forfettario per professionisti 2026 .
4. Quanto costa avviare una ditta individuale
Per un'attività organizzata come impresa individuale il percorso può comprendere più adempimenti rispetto alla sola apertura fiscale.
A seconda dell'attività possono essere necessari iscrizione al Registro delle Imprese, posizione INPS, eventuale posizione INAIL, adempimenti comunali e autorizzazioni specifiche.
Un'attività svolta senza locale aperto al pubblico può avere necessità molto diverse rispetto a un negozio, un laboratorio artigianale, un'attività alimentare o un'impresa che impiega personale.
5. Registro Imprese e Camera di Commercio
Quando l'attività richiede l'iscrizione al Registro delle Imprese, devono essere considerate anche le spese amministrative collegate alla pratica e gli oneri camerali previsti per la specifica posizione.
Gli importi non devono essere generalizzati senza conoscere l'attività, la forma adottata e la Camera di Commercio competente.
È quindi preferibile determinare il costo sulla pratica concreta, anziché utilizzare un importo standard valido per qualsiasi impresa.
6. SCIA, SUAP e autorizzazioni
In molti casi la partita IVA, da sola, non autorizza l'esercizio dell'attività.
A seconda del settore e del Comune possono essere necessari adempimenti attraverso il SUAP, presentazione di una SCIA, requisiti professionali, sanitari o tecnici e altre autorizzazioni.
Aprire frettolosamente la partita IVA senza aver controllato gli altri requisiti può portare ad avere una posizione fiscale attiva ma un'attività che non può ancora essere esercitata regolarmente.
7. Quanto incidono i contributi INPS
Uno dei costi più importanti da valutare non è necessariamente quello dell'apertura, ma quello previdenziale successivo.
Per molti liberi professionisti senza una propria Cassa può trovare applicazione la Gestione Separata INPS. Artigiani e commercianti, invece, possono essere soggetti alle rispettive Gestioni INPS, che prevedono anche una contribuzione collegata a un minimale.
Nel 2026, per le Gestioni Artigiani e Commercianti, il minimale di reddito è pari a 18.808 euro. La contribuzione minima annua ordinaria indicata dall'INPS è di circa 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, da verificare sulla concreta posizione e sul periodo di iscrizione.
Approfondimento: Regime forfettario per artigiani e commercianti 2026 .
8. Regime forfettario: costa meno?
Il regime forfettario può rendere più semplice la gestione fiscale e, in determinate situazioni, può risultare conveniente. Questo però non significa che sia automaticamente la scelta economicamente migliore per qualsiasi nuova attività.
Bisogna confrontare almeno ricavi previsti, coefficiente di redditività, costi reali, contribuzione previdenziale, eventuali altre situazioni personali e prospettive di crescita.
Errore: pensare che forfettario significhi sempre 5%
L'aliquota ridotta del 5% richiede specifiche condizioni. L'aliquota ordinaria dell'imposta sostitutiva è il 15%. Inoltre l'imposta non deve essere confusa con i contributi previdenziali.
Per approfondire: Regime forfettario 2026: requisiti, tasse e quando conviene .
9. Commercialista e assistenza professionale
Il compenso professionale per l'apertura e la gestione della partita IVA non può essere determinato correttamente senza conoscere la pratica.
Un'apertura che richiede soltanto l'inquadramento fiscale è diversa da una pratica che comprende Registro Imprese, INPS, INAIL, SUAP, SCIA, autorizzazioni o una valutazione preventiva della forma organizzativa.
Per questo lo Studio Sirianni preferisce verificare prima l'attività da avviare e successivamente definire gli adempimenti necessari e il relativo preventivo professionale.
10. Altri costi da prevedere
Il vero budget iniziale di un'attività può comprendere molte voci che non hanno nulla a che vedere con l'attribuzione del numero di partita IVA.
Deposito cauzionale, affitto, adeguamenti e utenze.
Computer, macchinari, arredi e strumenti necessari all'attività.
Fatturazione elettronica, gestionali e altri strumenti digitali.
Coperture obbligatorie o opportune in relazione all'attività.
Costo del lavoro e relativi adempimenti quando sono previsti dipendenti o collaboratori.
Diritti, pratiche e requisiti eventualmente necessari nel settore.
11. Esempi pratici
Può avere un avvio amministrativamente più semplice, ma deve comunque verificare inquadramento fiscale e previdenziale, fatturazione e gestione degli adempimenti.
Oltre alla partita IVA possono essere necessarie iscrizione al Registro Imprese, Gestione Artigiani INPS ed eventuali adempimenti collegati al laboratorio o all'attività svolta.
Alla posizione fiscale e previdenziale possono aggiungersi locale, SUAP, SCIA, attrezzature, insegna, utenze, assicurazioni e acquisto iniziale delle merci.
Questi esempi spiegano perché non è corretto rispondere alla domanda “quanto costa aprire una partita IVA?” con una sola cifra.
12. Quanto denaro serve realmente per iniziare
Per decidere se un progetto è sostenibile è più utile predisporre un piccolo budget di avvio che limitarsi al costo burocratico della partita IVA.
Il budget dovrebbe distinguere almeno: costi una tantum di apertura, investimenti iniziali, costi fissi mensili, contributi previdenziali, imposte e capitale necessario per sostenere i primi mesi di attività.
Per nuove iniziative può essere utile controllare preventivamente la presenza di finanziamenti o contributi agevolati. Alcune misure richiedono che determinate spese non siano già state sostenute prima della domanda o prevedono specifiche condizioni di ammissibilità.
Per un'analisi più ampia dei costi di avvio: Quanto costa aprire un'attività in Calabria? .
Per la pianificazione del progetto: Apertura attività e Business Plan .
Vuoi sapere quanto costa aprire la tua attività?
Lo Studio Sirianni può verificare il tuo progetto prima dell'apertura e individuare gli adempimenti fiscali, previdenziali e amministrativi necessari, evitando di utilizzare preventivi standard che non rispecchiano la situazione concreta.
Possiamo inoltre valutare regime fiscale, sostenibilità economica, Business Plan e opportunità di finanza agevolata quando pertinenti.
La consulenza è disponibile presso lo Studio a Lamezia Terme oppure da remoto tramite Google Meet o Zoom.
Richiedi una consulenzaLe informazioni contenute nella presente guida hanno carattere generale e divulgativo. Costi, adempimenti, posizione previdenziale, autorizzazioni e regime fiscale devono essere verificati in base all'attività concretamente esercitata e alla situazione del soggetto.