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REGIME FORFETTARIO 2026

Regime forfettario per artigiani e commercianti 2026: INPS e tasse

Per artigiani e commercianti il costo del regime forfettario non dipende soltanto dall'imposta sostitutiva del 5% o del 15%. Una parte fondamentale è rappresentata dai contributi previdenziali delle Gestioni INPS Artigiani e Commercianti, che prevedono anche una contribuzione minima.

In questa guida
  1. Artigiano o commerciante: perché la distinzione conta
  2. Come si determina il reddito nel forfettario
  3. Contributi INPS artigiani e commercianti nel 2026
  4. Il minimale di reddito
  5. Contributi oltre il minimale
  6. Riduzione INPS del 35% per il forfettario
  7. La diversa riduzione del 50% legata alle iscrizioni 2025
  8. Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
  9. Esempio pratico
  10. I costi reali dell'attività
  11. Quando il forfettario può convenire
  12. Cosa controllare prima di aprire
Il punto più importante

Per un artigiano o commerciante non è corretto stimare il carico complessivo applicando semplicemente il 5% o il 15% al fatturato. Occorre calcolare separatamente reddito forfettario, contribuzione INPS e imposta sostitutiva.

1. Artigiano o commerciante: perché la distinzione conta

L'inquadramento dell'attività deve essere effettuato in base all'attività concretamente esercitata. Stabilire se ricorrono i presupposti per l'iscrizione alla Gestione Artigiani oppure alla Gestione Commercianti ha conseguenze previdenziali concrete.

Non basta quindi aprire una partita IVA e scegliere il regime forfettario: occorre definire correttamente attività, codice ATECO, adempimenti amministrativi e posizione previdenziale.

Per il percorso di apertura consulta: Aprire una partita IVA forfettaria in Calabria .

2. Come si determina il reddito nel forfettario

Nel regime forfettario il reddito non viene normalmente determinato sottraendo uno per uno tutti i costi effettivamente sostenuti. Ai ricavi o compensi rilevanti viene applicato il coefficiente di redditività previsto per la specifica attività.

1. Ricavi

Si individuano i ricavi fiscalmente rilevanti.

2. Coefficiente

Si applica il coefficiente previsto per l'attività effettivamente esercitata.

3. Reddito forfettario

Si ottiene il reddito determinato secondo il meccanismo forfettario.

4. Previdenza e imposta

Si calcolano la contribuzione applicabile e successivamente l'imposta sostitutiva secondo le relative regole.

Errore: usare lo stesso coefficiente per qualsiasi attività

Il coefficiente di redditività dipende dalla classificazione dell'attività. Un commerciante, un artigiano e un professionista non devono essere trattati automaticamente nello stesso modo.

3. Contributi INPS artigiani e commercianti nel 2026

Per il 2026 le aliquote contributive di riferimento delle Gestioni INPS sono pari al 24% per gli artigiani e al 24,48% per i commercianti, ferme restando le particolarità previste dalla disciplina previdenziale.

Per i commercianti l'aliquota comprende anche la maggiorazione prevista per il finanziamento dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale.

Attenzione: non basta moltiplicare sempre il reddito per il 24% o 24,48%

Le Gestioni Artigiani e Commercianti prevedono un meccanismo contributivo collegato anche a un reddito minimale. Per questo la contribuzione deve essere calcolata distinguendo la quota entro il minimale dall'eventuale reddito eccedente.

4. Il minimale di reddito

Per il 2026 il minimale di reddito preso a riferimento per la contribuzione di artigiani e commercianti è pari a 18.808 euro.

Sulla base delle aliquote e degli importi previsti per il 2026, la contribuzione minima annua ordinaria è pari a circa:

Artigiani: 4.521,36 €

Contribuzione minima annua ordinaria 2026 indicata dall'INPS.

Commercianti: 4.611,64 €

Contribuzione minima annua ordinaria 2026 indicata dall'INPS.

Gli importi devono essere rapportati e verificati in relazione alla concreta posizione assicurativa, al periodo di iscrizione e alle eventuali agevolazioni spettanti.

Fatturare poco non significa automaticamente non avere contributi da versare

La presenza del minimale è una delle principali differenze rispetto alla Gestione Separata dei liberi professionisti e deve essere considerata prima dell'avvio dell'attività.

5. Contributi oltre il minimale

Quando il reddito rilevante ai fini previdenziali supera il minimale, alla contribuzione dovuta sul minimale si aggiunge quella calcolata sulla quota di reddito eccedente, secondo le aliquote e i limiti previsti per la posizione interessata.

Per questo due commercianti con fatturati molto diversi non sostengono necessariamente lo stesso costo previdenziale, anche se entrambi sono iscritti alla medesima Gestione.

6. Riduzione INPS del 35% per il forfettario

Gli imprenditori individuali che applicano il regime forfettario e rientrano nelle Gestioni Artigiani o Commercianti possono, quando ricorrono le condizioni previste, richiedere il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% della contribuzione dovuta.

La riduzione non deve essere considerata automatica per il solo fatto di essere fiscalmente in regime forfettario: occorre verificare requisiti, modalità e termini applicabili alla posizione.

Riduzione del 35%: vantaggio immediato, ma da valutare

Pagare meno contributi riduce il costo previdenziale corrente, ma la scelta riguarda anche la posizione pensionistica. La convenienza non dovrebbe quindi essere valutata esclusivamente come risparmio di breve periodo.

Approfondimento: Regime forfettario e INPS 2026: quanto si paga? .

7. La diversa riduzione del 50% legata alle iscrizioni 2025

La riduzione del 35% del regime previdenziale agevolato non deve essere confusa con la diversa riduzione contributiva del 50% prevista per determinate nuove iscrizioni alle Gestioni Artigiani e Commercianti effettuate nel 2025, nel rispetto delle specifiche condizioni previste.

Tale agevolazione può continuare a produrre effetti nel 2026 per soggetti che vi hanno avuto accesso e si trovano ancora nel relativo periodo agevolato, ma non deve essere presentata come una nuova riduzione generalizzata per chi inizia l'attività nel 2026.

Errore: sommare automaticamente riduzione del 35% e del 50%

Si tratta di discipline differenti. La posizione previdenziale e l'agevolazione effettivamente utilizzabile devono essere verificate nel caso concreto.

8. Imposta sostitutiva al 15% o al 5%

La contribuzione INPS è distinta dall'imposta sostitutiva prevista dal regime forfettario.

L'aliquota ordinaria dell'imposta sostitutiva è pari al 15%. Per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste dalla legge può trovare applicazione l'aliquota ridotta del 5% per il periodo agevolato.

Il 5% non spetta automaticamente a chi apre una nuova partita IVA.

Approfondimento: Regime forfettario al 5%: requisiti e durata .

9. Esempio pratico

Per capire il meccanismo consideriamo un esempio volutamente semplificato. Un'attività commerciale realizza 30.000 euro di ricavi e, nell'ipotesi utilizzata, rientra in una categoria per la quale il coefficiente di redditività è pari al 40%.

Ricavi: 30.000 €

Valore utilizzato nell'esempio.

Reddito forfettario: 12.000 €

30.000 € × 40% = 12.000 €.

Reddito sotto il minimale

Nell'esempio il reddito forfettario è inferiore al minimale contributivo 2026 di 18.808 €.

Contribuzione

In assenza di agevolazioni previdenziali, occorre comunque considerare la contribuzione minima prevista per la Gestione di appartenenza.

L'esempio evidenzia perché, soprattutto nelle attività con ricavi iniziali contenuti, il peso dei contributi minimi deve essere considerato prima dell'apertura.

Il 40% è utilizzato soltanto per questo esempio

Non è il coefficiente di qualsiasi artigiano o commerciante. Il coefficiente corretto dipende dall'attività effettivamente esercitata e dalla relativa classificazione.

10. I costi reali dell'attività

Per un artigiano o commerciante la valutazione dei costi può essere ancora più importante rispetto ad attività professionali con strutture leggere.

Merci, materie prime, attrezzature, locali, utenze, veicoli, personale e altri costi possono incidere fortemente sul margine economico reale, pur non essendo normalmente dedotti analiticamente nel calcolo del reddito forfettario.

Errore: confondere reddito fiscale forfettario e guadagno reale

Il reddito ottenuto applicando il coefficiente è un valore fiscale. Non rappresenta necessariamente ciò che rimane realmente all'imprenditore dopo aver pagato tutti i costi dell'attività.

11. Quando il forfettario può convenire

La convenienza deve essere valutata considerando insieme almeno: ricavi previsti, coefficiente di redditività, margine effettivo, costi reali, contribuzione INPS, eventuale riduzione contributiva, imposta sostitutiva e prospettive di crescita.

Attività con buona marginalità

Un'incidenza contenuta dei costi reali può rendere più favorevole il meccanismo forfettario.

Attività con costi elevati

È particolarmente importante confrontare il risultato con il regime ordinario.

Ricavi iniziali bassi

Va considerato attentamente l'effetto della contribuzione minima.

Crescita prevista

La scelta dovrebbe guardare anche all'evoluzione dell'attività e non soltanto al primo anno.

Per il confronto: Regime forfettario o ordinario: quale conviene? .

12. Cosa controllare prima di aprire

Prima di aprire una partita IVA artigiana o commerciale è opportuno verificare non soltanto il regime fiscale, ma l'intero inquadramento dell'attività.

Checklist essenziale

Attività effettivamente svolta e codice ATECO; requisiti del regime forfettario; Gestione INPS corretta; iscrizione al Registro delle Imprese; eventuali adempimenti SUAP o SCIA; autorizzazioni richieste; costi iniziali; contributi minimi; eventuali agevolazioni previdenziali; investimenti e finanziamenti disponibili.

Per il quadro generale: Regime forfettario 2026: requisiti, tasse e quando conviene .

Vuoi aprire un'attività artigiana o commerciale?

Lo Studio Sirianni può verificare preventivamente inquadramento dell'attività, regime fiscale, posizione INPS, adempimenti necessari e sostenibilità economica dell'iniziativa.

Quando utile, la valutazione può essere integrata con Business Plan e verifica delle opportunità di finanza agevolata disponibili.

La consulenza è disponibile presso lo Studio a Lamezia Terme oppure da remoto tramite Google Meet o Zoom.

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Le informazioni contenute nella presente guida hanno carattere generale e divulgativo. Inquadramento fiscale e previdenziale, contributi, coefficienti di redditività e agevolazioni devono essere verificati sulla situazione concreta e sulla normativa applicabile.